DJI Mavic è uno dei droni più apprezzati nella storia dei quadricotteri compatti. Lanciato nel 2016 nella versione DJI Mavic Pro, ne è stata presentata la versione DJI Mavic Pro Platinum nel 2017. Il 2018 è l’anno della svolta, con l’aggiornamento della linea con ben tre modelli: in primavera viene presentato il DJI Mavic Air e a fine estate i due nuovi DJI Mavic 2 Pro e Mavic 2 Zoom.

Da sempre apprezzato per la semplicità di pilotaggio, la completezza nella dotazione dei sensori e per la qualità delle immagini, DJI Mavic è comunemente utilizzato sia da appassionati che da piloti professionisti.

La rivoluzione Mavic Pro

Alla sua uscita, DJI Mavic Pro ha rappresentato veramente una rivoluzione nel mondo dei droni. Per quanto riguarda il marchio stesso, Mavic è stato il primo modello di “drone personale”, un quadricottero da portarsi sempre dietro in viaggio, in vacanza o durante le sessioni sportive, proprio come se fosse una action cam.

Merito delle sue dimensioni estremamente compatte, della struttura foldable (piegabile) e del peso ridotto che lo rendono tutt’ora un drone perfetto da infilare nello zaino. Ancora più eccezionali queste caratteristiche se paragonate ad alcuni famosi droni contemporanei all’uscita del DJI Mavic Pro. Ad esempio lo stesso Phantom di DJI o il GoPro Karma presentato appena qualche giorno prima.

Non solo nel corpo macchina, DJI Mavic nascondeva le novità assolute all’interno. Tra le più importanti:

  • protocollo radio OcuSync;
  • il FlightAutonomy;
  • il Precision Landing;
  • Gesture Mode;
  • miglioramenti sull’Active Track;
  • il Terrain Follow;
  • Tripod Mode.

Tutta la tecnologia DJI per la sicurezza

Con il Mavic Pro DJI da inizio a una nuova era di sviluppi tecnologici votati a migliorare l’esperienza di volo anche di piloti non esperti e nofiti. Viene inaugurato su questo modello l’innovativo sistema di FlightAutonomy del Mavic Pro. FlightAutonomy è il cuore pulsante del DJI Mavic Pro, una complessa rete di hardware e software progettata per ridurre al massimo il rischio di perdere il drone o di schiantarlo inavvertitamente. Interagiscono in maniera intelligente:

  • cinque fotocamere,
  • sistemi di rilevazione GPS e GLONASS,
  • rilevatori di campo ultrasonici,
  • sensori ridondanti,
  • 24 core computazionali.

Tutto questo permette al Mavic Pro di posizionarsi, navigare, pianificare tragitti, evitare ostacoli con e senza il segnale satellitare. Grazie all’impiego del protocollo proprietario OcuSync che migliora il precedente Lightbridge 2 per la comunicazione wireless.

Tutti i dispositivi votati alla sicurezza, però, non vanno a scapito del divertimento in volo e non riducono le possibilità di un volo con minori limitazioni. Infatti, direttamente dal radiocomando, con l’apposito tasto, è possibile passare alla modalità Sport. Attivando la Sport Mode, DJI Mavic Pro (e tutti i droni DJI dotati di questa opzione) acquista una maggiore agilità, reattività e passa a una velocità massima fino a 64,3 Km/h.

Anche con la Sport Mode attivata, il Mavic Pro è in grado di volare in maniera fluida e resistere a venti fino a 38,5 nodi. In più sfrutta il sistema di geofencing GEO di DJI per aiutare a identificare zone proibite, impedendo di volare in località segnalate per la sicurezza.

Il primo sistema di Precision Landing

Il nome stesso di questa feature delinea il sistema accurato di riconoscimento del punto di atterraggio. Infatti, come tutti i droni DJI, anche il Mavic Pro è dotato di un sistema che interagisce con fotocamere e GPS per consentire al quadricottero di ritornare autonomamente al punto di decollo, in caso di perdita di connessione, livelli di batteria insufficienti ecc.

Il sistema Precision Landing introdotto con DJI Mavic Pro lavora registrando un video al momento della partenza con due fotocamere poste sulla parte inferiore del drone usandone i dati relativi e quelli del GPS per poter riatterrare nello stesso punto con uno scarto di un solo pollice.

Una vera fotocamera integrata

A differenza dei primi modelli di Phantom o di altri droni di diverse case produttrici che per la cattura di foto e video si affidavano a componenti di terze parti (es. GoPro), il DJI Mavic Pro dispone di una fotocamera integrata ad alte prestazioni. È, infatti, in grado di registrare video con risoluzione fino a 4K@30 fps e 1080p@120 fps.

Per quanto riguarda le caratteristiche del comparto fotografico, DJI Mavic Pro è dotato di un sensore CMOS 1 /2.3” che fa riferimento a una lente f / 2.2 35mm per lo scatto di foto da 12 MP. La fotocamera supporta Adobe DNG RAW, ed è stata regolata appositamente per le immagini aeree. Grazie l’aiuto di un gimbal 3 assi ad alta precisione che consente di realizzare facilmente lunghe esposizioni, DJI Mavic Pro è in grado di scattare immagini nitide con tempi di esposizione fino a 2 secondi.

Radiocomando di nuova generazione

DJI Mavic Pro ha aperto la strada anche a nuove tecnologie implementate sul radiocomando. A partire dal design stesso: il progetto è stato quello di garantire un’esperienza completamente ergonomica, con un comfort ottimale, e un sistema di inserimento dello smartphone semplice e immediato.

Sul versante hardware, la novità sta nello schermo LCD incorporato che mostra dati di telemetria più importanti, mentre appositi tasti sono distribuiti sul radiocomando per le funzioni di Return-to-Home e pausa per le modalità di Intelligent Flight.

Il sistema di video link OcuSync, ha rappresentato un nuovo traguardo nella tecnologia di comunicazione di DJI, supportando un raggio di funzionamento per la trasmissione fino a miglia 7 Km (limitato a 4 Km nella versione Europea) e trasmissione del segnale video live fino a 1080p.

Sempre tenendo d’occhio l’aspetto di massima sicurezza, DJI Mavic Pro è dotato di WiFi a due bande come link secondario, in modo da poter garantire un controllo facile attraverso lo smartphone su raggi d’azione corti o per un download veloce dei contenuti dal Mavic Pro.

Il DJI Mavic Pro lancia le funzioni smart

Il Mavic Pro strizza l’occhio ai meno esperti e principianti mettendo a disposizione una serie di modalità di volo intelligenti e automatiche. Utilizzando semplicemente semplicemente il touchscreen del telefono, è possibile accedere al TapFly per indirizzare il Mavic Pro in un punto preciso della mappa evitando eventuali ostacoli lungo il tragitto.

Ma DJI Mavic Pro spiana la strada anche al divertimento puro. Con Gesture Mode, permette di usare i gesti delle mani e del corpo per impartire una serie di comandi al drone. In questo modo è possibile non solo farlo avvicinare, spostare di lato, o allontanare, ma è possibile avviare video o scattare foto. Il sistema è integrato con i led posizionati sui bracci e li sfrutta per segnalare il countdown di scatto.

Dedicata agli amanti del social e della condivisione, il collegamento attraverso la App a DJI Go 4 con il proprio account Facebook o Periscope per avviare la trasmissione di dirette live.

Anche gli amanti delle escursioni e dello sport hanno apprezzato DJI Mavic Pro. Ha ereditato la modalità Active Tracker di DJI che permette di riconoscere e seguire, evitando anche gli ostacoli, soggetti come persone, ciclisti, auto, imbarcazioni e animali. Una volta agganciato il bersaglio, DJI Mavic Pro è in grado di seguirli da dietro, davanti, dal lato o girandovi intorno.

In più, è stato il primo drone a sfruttare la modalità Terrain Follow, che incrocia la tecnologia dell’Active Tracker con i sensori posti sulla parte inferiore della macchina per permettere al drone di seguire il soggetto anche lungo piani inclinati mantenendo l’altezza dal suolo costante tra 1 e 10 metri.

Altra novità è Tripod Mode, una modalità introdotta proprio con il DJI Mavic Pro e che riduce la velocità massima a 35 Km/h e la reattività agli input di controllo, in modo da consentire consentire un posizionamento preciso per la fotografia e per rendere il volo più facile in ambienti chiusi.

DJI Mavic pro Platinum, il Mavic per i professionisti

Nel 2017, all’IFA Trade Show, DJI annuncia una nuova versione di quello che nel giro di un anno è diventato il drone più venduto di sempre. Esce così il DJI Mavic Pro Platinum, una versione rivista e aggiornata indirizzata soprattutto a chi ha già dimestichezza con i drone li utilizza per la produzione di foto e video a livello lavorativo.

Meno rumore, più volo

È per andare incontro alle esigenze di chi deve poter volare anche in presenza di altre persone, in scenari critici, ecc. che la prima modifica apportata all’originario riguarda la rumorosità. Sulla versione Platinum del DJI Mavic Pro vengono impiegate eliche dal design aerodinamico e impiegati nuovi ESC (i regolatori della velocità dei motori) che funzionano sfruttando la tecnologia FOC (Field Oriented Control) ad onda sinusoidale, al posto dell’onda quadra generata dagli ESC del primo DJI Mavic Pro.

Con queste miglioramenti il DJI Mavic Pro Platinum è risultato generare il 60% di rumore in meno rispetto alla versione base. Dalle stesse rilevazioni con fonometro, infatti, il Patinum è risultato generare ben 5db in meno.

Questo si riflette anche sulla durata di volo, seppur in maniera leggera, facendo registrare 3 minuti di autonomia in più.

DJI Mavic Air, la rivoluzione leggera

A Gennaio 2018 è il momento di riprendere seriamente la questione Mavic per DJI. Il 23 viene presentato e il 28 messo in vendita il DJI Mavic Air. Il nuovo drone prende il meglio non solo del “fratello maggiore “ DJI Mavic Pro, ma coniuga molti aspetti fondamentali del piccolo DJI Spark uscito qualche mese prima.

Il risultato è un quadricottero che strappa al DJI Mavic il titolo di “drone per tutti”, e per degli ottimi motivi.

Ancora più piccolo, piccolissimo

Gli appassionati dei droni, e dei DJI in particolare, erano già rimasti a bocca aperta con il Mavic Pro che in così poco spazio riuniva tutta la tecnologia più avanzata disponibile nel 2016. Con DJI Mavic Air, le forme squadrate, pesanti con design imponente dei modelli Phantom sono un miraggio.

Il DJI Mavic Air è un drone veramente eccellente che espleta le funzioni base dei moderni droni senza alcuna difficoltà e aggiunge nuove funzionalità. Ma lo fa in soli 168 × 83 × 49 mm piegato, e 168 × 184 × 64 mm aperto (contro i 198 × 83 × 83 mm / 305 × 244 × 85 mm del DJI Mavic Pro.

Dimensioni ridotte, quindi, ma che non inficiano minimamente sulle prestazioni di volo, che, a livello di velocità massima, altezza massima e resistenza al vento rimangono le stesse.

Compatto e pieghevole come il Pro, DJI Mavic Air adotta soluzioni più comode, a partire proprio dal sistema foldable. Sul piccolo Air, infatti, è possibile aprire i 4 braccetti in maniera del tutto casuale, a differenza dell’Air per il quale è necessario seguire una sequenza esatta. E nonostante lo spazio ridotto, il Mavic Air recupera una “pecca” del modello Air, incassando il piccolo ed efficiente gimbal nella scocca, al riparo da danni accidentali.

Diminuisce lo spazio, aumentano i sensori

Anche per quanto riguarda la dotazione del comparto sensori, DJI Mavic Air non ne fa una questione di spazio. Anzi, gli ingegneri del brand cinese hanno sfruttato ogni singolo millimetro della struttura per provvedere all’aggiunta di altri ben due sensori al piccolo drone.

Altre due fotocamere sono posizionate sulla parte posteriore del DJI Mavic Air, ampliano la capacità del Mavic si evitare ostacoli e collisioni anche quando si muove in retromarcia.

Ma la gamma di sensori migliorati non è utile solo per il versante sicurezza. DJI Mavic Air mantiene la sua promessa di essere un drone per tutti anche sotto l’aspetto della semplicità di volo e del divertimento. Vengono quindi migliorati i Gesture control, con una gamma più completa di opzioni e introdotte nuove modalità d’acquisizione e lavorazione dell’immagine automatiche.

Limiti del DJI Mavic Air

Se vogliamo parlare di limiti… Anche il DJI Mavic Air è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze di chi utilizza un drone a livello prosumer o semi-professionale. Tant’è vero che aumenta leggermente addirittura la gamma delle risoluzioni. Ciò che fa storcere il naso ai piloti di un certo livello è la batteria che promette sulla carta una durata di 21 minuti, contro i 27 del Mavic Pro e i 30 del Mavic Pro Platinum.

La durata della batteria influisce soprattutto sulle prestazioni di volo. Infatti, nonostante i parametri massimi del volo siano invariati rispetto alla versione Pro, il DJI Mavic Air ha meno carica a disposizione per raggiungere ad esempio la distanza massima e tornare indietro.

Il secondo aspetto negativo del Mavic Air riguarda la trasmissione del segnale che avviene unicamente su frequenze del WiFi. E ricordiamolo, in Europa lo standard in uso è ancora solo la banda 2.4GHz, contro i 5 adottati negli states.

Diversamente del OcuSync del Mavic Pro, quindi, il DJI Mavic Air risente fisiologicamente di maggior disturbi e problemi di trasmissione del segnale.

Inevitabilmente la questione trasmissione del segnale è legata anche al radiocomando. Di forma simile al comando remoto del Pro, il radiocontroller del DJI Mavic Air non ha il comodo schermo di stato anteriore. Recupera, però in termini di ergonomia e portabilità: le levette dei joystick sono svitabili e magnetizzate, il che permette di tenere il controller anche comodamente in tasca.

DJI Mavic 2, il futuro si sdoppia

Agosto 2018 l’annuncio, poco dopo è realtà: atterra il nuovo DJI Mavic 2. Anzi, atterrano. Infatti la linea s’impoverisce del DJI Mavic Pro, e guadagna i due nuovi droni DJI Mavic 2 Pro e Mavic 2 Zoom.

Due quadricotteri che subito mandano in tilt gruppi di discussione sui social e forum a proposito di quale dei due sia “il migliore”. Ovviamente una domanda che non può trovare risposta se non nelle esigenze di ognuno.

La tecnologia in comune

A parte le differenze che vedremo dopo, la nuova serie del Mavic presenta per entrambi i modelli caratteristiche comuni e innovative. Beninteso, rimangono tutte le caratteristiche (design foldable, QuikShot, ecc, che hanno decretato il successo dei Mavic precedenti.

  • HyperLapse
    Da quando anche gli smartphone sono tranquillamente in grado di sviluppare TimeLapse decenti, i dispositivi di fascia alta come droni, action cam, ecc, devono adeguarsi allo sviluppo. Ecco quindi che si mettono a frutto le potenzialità dell’efficientissimo gimbal 3 assi dei Mavic 2 per sviluppare HyperLapse, ossia dei TimeLapse stabilizzati.
    Entrambi i DJI Mavic 2 propongono 4 modalità di acquisizione per l’HyperLapse:

    1. Free – cattura dell’HyperLapse in volo libero deciso dall’operatore;
    2. Circle – HyperLapse con moto rotatorio del drone;
    3. CourseLock – cattura con traiettoria di volo fissa;
    4. WayPoint – cattura con prospettiva di un punto preciso.
  • HDR migliorato
  • HyperLight
    Sistema di riduzione del rumore e esaltazione dei dettagli in condizione di luce scarsa.
  • Acquisizione con codec H.265
  • OcuSync 2.0
    Il nuovo protocollo di trasmissione OcuSync 2.0 permette una trasmissione incredibilmente migliore dia del segnale radio che del segnale video tra il drone, il radiocontrollo e lo smartphone. Permette la trasmissione dell’anteprima live con risoluzione Full HD fino a una distanza massima di 8Km.
  • Rumorosità ridotta
  • Velocità massima portata a oltre 130 Km/h
  • Durata massima della batteria 31 minuti
  • Sistema di sensori portato ampliato per evitare ostacoli in maniera omnidirezionale
  • Active Tracking 2.0

Miglioramento nella rilevazione dei soggetti ora in 3D, nell’accuratezza del tracking anche in velocità, e nell’evitare ostacoli.

DJI Mavic 2 Pro

La differenza principale tra le versioni Pro e Zoom del DJI Mavic 2 risiede nella fotocamera. Quando parliamo del Mavic 2 Pro parliamo di qualità Hasselblad.

Tecnologia Hasselblad

Da una collaborazione e intenso studio di 2 anni, nasce la camera Hasselblad L1D-20c, progettata specificamente. Pregio principale di questa tecnologia svedese chiamata HNCS (Hasselblad Natural Colour Solution), in grado di catturare straordinarie immagini con colori e dettagli incredibili i scatti da 20 MP.

Il sensore di una reflex, meglio di una reflex

DJI Mavic 2 Pro vanta un sensore CMOS da 1” pieno, con un’area sensibile effettiva 4 volte maggiore rispetto al Mavic Pro. Un sensore più grande significa prestazioni migliori in condizione di luce scarsa e in range ISO più ampio. has an active sensing area four times more effective than the original Mavic Pro.

Profilo colore 10-bit Dlog-M

Il DJI Mavic 2 Pro supporta il profilo standard 10-bit Dlog-M che assicura una gamma dinamica più ampia e maggiori possibilità di correzione del colore. Il sistema registra oltre un miliardo di colori a differenza dei 16 milioni del tradizionale 8bit.

Video HDR

Con risoluzione 4K 10-bit HDR, il DJI Mavic 2 Pro può essere collegato alla TV 4K con HLG per una riproduzione immediata dei filmati con la migliore qualità dei colori.

Apertura regolabile

L’apertura regolabile dell’apertura f/2.8-f/11 permette di catturare immagini straordinarie si in condizioni di luce scarsa sia di luce eccessiva. Con poca luce impostando l’apertura f/2.8 per permettere un maggior ingresso di luce, l’immagine risulterà incredibilmente brillante. Al contrario, con luce eccessiva, l’apertura f/11 abbassa la velocità dell’otturatore per rendere i video più uniformi.

DJI Mavic 2 Zoom

Con un sensore da 1/2.3-inch e una risoluzione 12MP, il DJI Mavic 2 Zoom dispone di un vero zoom 4x e uno zoom ottico 2x (24–48 mm). Questa camera trasforma il Mavic 2 Zoom nello strumento perfetto per la cattura di soggetti in zone interdette al volo anche rimanendone fuori.

Riprese cinematografiche

Rispetto al grandangolo da 24 mm, quello in 48 mm in dotazione al DJI Mavic 2 Zoom, permette una nuova prospettiva potenziando l’effetto parallasse per un risultato cinematografico.

Prospettiva libera e siucura

In registrazione Full HD video, lo zoom integrato dona una prospettiva ravvicinata ai soggetti più distanti, rendendo la cattura di scene uniche ancora più semplice. Questa caratteristica unica permette di rispettare le distanze di sicurezza da costruzioni, aree sensibili, centri abitati, animali, ecc.

Focus veloce ed accurato

L’autofocus ibrido del DJI Mavic 2 Zoom combina una nuova accuratezza nel focus del soggetto con una velocità maggiorata del 40%.

Zoom in volo

Dolly Zoom è una nuova modalità di cattura QuickShot esclusiva del DJI Mavic 2 Zoom. Grazie a questa tecnologia il drone è in grado di regolare automaticamente durante il volo, aggiungendo intensità e nitidezza alle immagini catturate.

Tutto il pacchetto software per DJI Mavic

DJI Mavic Pro, Mavic Air, Mavic 2 Pro e Mavic 2 Zoom hanno a disposizione l’intero pacchetto software/app di DJI.